18/08/2026 MIRA – “Scusa Tania, forse si poteva fare di più”. Il dolore e il rammarico nelle parole di Marco Smaniotto, il titolare dell’autofficina dove lavorava Tania Terrin, la 39enne uccisa dall’ex fidanzato la notte di Ferragosto. || “Scusa Tania”. Sono le parole toccanti e piene di dolore pubblicate sulla pagina facebook dell’ Autofficina, a Mira, da Marco, il titolare della 39enne strangolata nella sua abitazione di Camponogara dall’ex fidanzato, Dino Keber, che poi si è tolto la vita impiccandosi, nella notte tra sabato e domenica una volta rientrato nella sua casa a Sambruson di Dolo. Sapevamo, racconta ancora proprio dall’ ufficio in cui Tania lavorava, le eravamo vicini, ma forse si poteva fare di più.Due almeno, racconta, le aggressioni che Tania aveva subito.A quel punto Tania si è decisa ad andare dai carabinieri e sporgere querela. A giugno arriverà l’ammonimento del questore nei confronti di Keber. Ma nonostante questo la 39enne non si sentiva al sicuro, motivo per cui aveva chiesto ai vicini di casa di non aprire la porta a Keber qualora si fosse presentato. Anche dopo l’episodio di dicembre, prima della querela, i timori erano forti, tanto che i genitori non la lasciavano mai sola.Prima di chiudere l’autofficina per le ferie, Marco, si era sincerato che Tania non lo sentisse più e sembra che fosse cosi.Lunedi, l’autofficina di Via Ticino riaprirà i battenti ma su quella sedia Tania non ci sarà. – Intervistati MARCO SMANIOTTO (TITOLARE AUTOFFICINA MARCO) (Servizio di Ilaria Marchiori)
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