11/08/2026 VENEZIA – Il caldo persistente e la scarsità d’acqua stanno mettendo in ginocchio l’agricoltura. Secondo Confagricoltura Veneto questi eventi atmosferici sono oramai ricorrenti e la Regione non è dotata degli strumenti per affrontarli. || Il caldo persistente e la scarsità d’acqua non sono più un episodio isolato.A lanciare ancora una volta l’allarme è Confagricoltura Veneto, che attraverso le testimonianze di associati e consiglieri segue ora per ora l’evolversi della situazione e le pesanti conseguienze sul comparto.Il fronte più delicato resta quello dell’acqua e del cuneo salino lungo il basso corso del Po: la cui risalita ha già reso inutilizzabili tutte le utenze irrigue fino all’altezza della Romea, il caldo persistente sta anticipando in modo netto la maturazione del mais da granella, con anche criticità qualitative, le produzioni in irriguo registrano un calo stimato tra il 15 e il 20% con un prezzo inferiore del 4,5% rispetto allo scorso anno. Anche la lavorazione del mais da trinciatorisente di una perdita di almeno dieci giorni di maturazione utile. La soia sta subendo cali produttivi drastici, il raccolto di riso rischia di essere dimezzato, la situazione della melicoltura è critica. Un quadro che il presidente di Confagricoltura Veneto, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi non definisce un’emergenza straordinaria, ma la conferma di una fragilità strutturale che l’agricoltura veneta si trova ad affrontare ogni estate con intensità crescente: «senza una gestione coordinata delle risorse idriche e senza strumenti di sostegno alle imprese, il rischio è che una difficoltà stagionale si trasformi in una perdita strutturale di reddito e di capacità produttiva.» (Servizio di Filippo Fois)
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