08/08/2026 MANSUE’ – Una scuola, un campetto di calcio, e i segni lasciati da una notte di ragazzi. Siamo a Mansuè, nel Trevigiano, dietro la scuola media Ippolito Nievo. Qui, nella notte tra martedì e mercoledì, un gruppo di giovani si è ritrovato per inalare protossido d’azoto, il cosiddetto gas esilarante. E mentre lo facevano, si riprendevano con i cellulari e andavano in diretta su TikTok. || È questo il luogo dove i ragazzi si sono dati appuntamento, poco dopo le 23.30.Dietro la scuola media Ippolito Nievo, lontano dalle abitazioni, hanno portato palloncini e smartphone. Una serata trasformata in una diretta social, con immagini che mostrano l’assunzione del gas e i suoi effetti: risate, euforia, perdita di lucidità.A raccontare quello che è successo sono soprattutto le tracce rimaste sul posto.A terra, i resti dei palloncini, lattine, filtri e rifiuti. Poco distante, il campetto di calcio danneggiato, con reti e porte rotte. Danni, secondo l’amministrazione, provocati anche in altre occasioni. Sul terreno, anche un coltellino abbandonato.E ancora, la struttura parasole della scuola, rotta e segnata dalle bruciature delle sigarette.Un quadro di degrado che si aggiunge alla preoccupazione per l’uso della sostanza e per il rischio che, attraverso i social, possa diventare un comportamento da imitare. I ragazzi coinvolti sono in maggior parte minorenni, anche se tra loro ci sarebbero alcuni maggiorenni. Secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale, alcuni di loro sono già conosciuti alle forze dell’ordine. Non è il primo episodio: in passato erano comparse scritte offensive sui muri della scuola e il sindaco aveva già incontrato le famiglie.Questa volta, però, c’è un elemento che preoccupa più di tutto: l’uso della sostanza, raccontato e mostrato sui social.Un comportamento che può apparire come un gioco, ma che nasconde rischi concreti. Il protossido d’azoto può provocare perdita di conoscenza e, con un uso prolungato, anche danni neurologici. Intanto, dietro la scuola, rimangono i segni concreti di quella notte. Un luogo pensato per i ragazzi che oggi racconta, anche attraverso ciò che è stato lasciato a terra, una storia diversa. – Intervistati LEONIO MILAN (Sindaco di Mansuè) (Servizio di Nicola Marcato)
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