05/08/2026 BELLUNO – La carenza di acqua potabile si fa sentire anche in montagna.Le risorse garantiscono altri dieci giorni di approvigionamento per le utenze, poi se non pioverà la situazione diventerà critica. || Scarseggia l’acqua anche in montagna. La situazione è codificata come gialla, non ci sono emergenze, ma preoccupa in prospettiva la mancanza di precipitazioni.Preoccupazioni sono state espresse anche dal CAI Veneto in un incontro con il Presidente della Provincia di Belluno Marco Staunovo Polacco. Nei rifugi sulle Dolomiti di proprietà di sezioni del CAI sta emergendo una criticità che richiede con urgenza l’adozione di nuove modalità di gestione delle risorse idriche.C’è poi il caso, a parte, di Auronzo di Cadore: dopo la frana avvenuta nella frazione di Ligonto l’acqua è rimasta non potabile per 1200 utenze. La situazione però va migliorando, e nelle prossime ore si spera si possa tornare alla normalità.Di Borca di Cadore e San Vito infine, che furono colpiti da una frana di ben altre dimensioni, si è occupato il Consiglio dei Ministri prorogando per un anno lo Stato di Emergenza: a quella situazione vanno ora a sommarsi in piena stagione turistica i disagi di questa crisi idrica per la quale sono stati stanziati da Roma per il Veneto oltre 3 milioni e mezzo di euro. – Intervistati CAMILLO DE PELLEGRIN – PRESIDENTE CONSIGLIO DI BACINO (AL TELEFONO), FABIO GASPERIN (DIRETTORE SERVIZI INTEGRATI BELLUNESI) (Servizio di Fabio Fioravanzi)


Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l’utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.videoid(V9bLEyamqeo)finevideoid-categoria(a3treviso)finecategoria