31/07/2026 MESTRE – «L’alternativa alla stanza del buco a Mestre c’è e unisce il pugno di ferro della polizia al soccorso medico-scientifico» E’ la controproposta di Fratelli d’Italia che rifiuta ogni forma di consumo assistito. || Fratelli d’Italia alza il muro: nessun dialogo, nessuna trattativa. Respinge al mittente la proposta di aprire una “stanza del buco” a Mestre. “L’idea lanciata da Gennaro Marotta presidente della Municipalità di Mestre Carpenedo non è un intervento su cui riflettere, ma una resa incondizionata dello Stato davanti alla criminalità e al degrado”. Così i meloniani di Venezia, chiudono la porta a qualsiasi discussione. “Lo Stato non può e non deve legittimare lo spaccio e l’autodistruzione”. Così i meloniani: denunciano altresì il rischio che l’ipotetica area scelta diventi a tutti gli effetti una calamita per spacciatori e disperati da tutto il Veneto e non soltanto. La richiesta a Questore e Prefetto. Gennaro Marotta dal canto non arretra e rilancia. “E’ una questione di salute pubblica. L’obiettivo primario è azzerare l’abbandono di aghi nei parchi, lungo i marciapiedi o vicino alle scuole. In sintesi: via le siringhe dalle strade”, conclude. Insomma è una guerra di visioni. Da un lato c’è chi vede la stanza come un presidio medico per ripulire i quartieri dal degrado biologico, dall’altro chi la considera come un ghetto. – Intervistati MARCO MESTRINER (COORDINATORE FRATELLI D’ITALIA VENEZIA), ANDREA CAMILLI (CAPOGRUPPO FRATELLI D’ITALIA MUNICIPALITA’ MESTRE CENTRO) (Servizio di Annamaria Parisi)
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