19/07/2026 TREVISO – Sfogo sui social da parte di Don Giovanni Kirschner, il parroco di Santa Maria del Sile, dopo la morte del giovane indiano Dupinder Jeet Singh, deceduto al Ca’ Foncello dopo dieci giorni di agonia in seguito a un violento pestaggio. || “Non vogliamo perdere la nostra umanità”. È un vero e proprio esame di coscienza quello affidato ai social da don Giovanni Kirschner dopo la morte di Dupinder Jeet Singh, il trentasettenne di origini indiane deceduto al Ca’ Foncello dopo dieci giorni di agonia in seguito a un violento pestaggio.Il sacerdote, da anni impegnato nell’accoglienza e nell’integrazione, parla di una sconfitta collettiva. “Avremmo dovuto essere noi la sua rete sociale, noi come parrocchia, quartiere e associazioni. Non siamo stati capaci di volergli bene”, scrive, invitando tutti a non cercare alibi ma a interrogarsi sulle responsabilità di un’intera comunità.Intanto proseguono le indagini dei carabinieri per ricostruire quanto accaduto la sera del 4 luglio nel parco di Santa Maria del Sile, a Sant’Angelo. Decisiva potrebbe rivelarsi la testimonianza di un cinquantenne che si è presentato spontaneamente agli investigatori, raccontando di un’aggressione particolarmente violenta, con pugni, schiaffi e calci inferti anche quando la vittima era ormai a terra.La Procura ha aperto un fascicolo per morte come conseguenza di altro reato e nelle prossime ore sarà eseguita l’autopsia. Sarà l’esame a stabilire se esista un nesso diretto tra il pestaggio e il decesso del trentasettenne, facendo piena luce su una vicenda che continua a scuotere l’intera città. (Servizio di Elena Dal Forno)


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