13/07/2026 VENEZIA – Nuove polemiche sul padiglione Russia alla Biennale. Dopo la decisione dell’Unione Europea di tagliare 2 milioni di finanziamento, l’ente veneziano passa al contrattacco. || Dopo la decisione dell’Ue di tagliare 2 milioni di finanziamenti alla Biennale, sulla vicenda è intervenuto anche il Cremlino esprimendo «rammarico» per il trattamento riservato alla cultura russa in Occidente, ma anche «gratitudine» alla Biennale di Venezia per aver continuato a collaborare con Mosca. L’ha chiarito il portavoce Dmitrij Peskov, rispondendo a una domanda dell’agenzia russa sul taglio dei fondi. «La cultura russa in Occidente è sottoposta a una pressione terribile», ha dichiarato il funzionario, commentando le raccomandazioni della Commissione europea di interrompere i finanziamenti alla manifestazione veneziana dopo la riapertura del Padiglione russo. «Bisogna esprimere gratitudine agli organizzatori che hanno collaborato e continuano a collaborare con i nostri rappresentanti, e congratularsi con loro per essere liberi dalla ristrettezza mentale che attualmente domina l’Europa», ha concluso.Se le polemiche sul Padiglione russo alla biennale si erano spente, ora si stanno riaccendendo, soprattutto da parte di chi ritiene che la Biennale abbia dimostrato un’eccessiva apertura nei confronti di Mosca. La regione Veneto, però, è dalla parte dell’ente: il governatore Stefani, componente del Cda, ha, infatti, confermato la fiducia a Buttafuoco, mentre per ora il comune non commenta al questione. Non resta che attendere mercoledì mattina quando a Ca’ Giustinian si riunirà il Consiglio di amministrazione con il primo punto all’ordine del giorno proprio il caso Russia e i contributi tagliati. Il presidente Buttafuoco è determinato, forte anche di una Biennale Arte che consolida numeri da edizione record, registrando un aumento di visitatori del 20% rispetto al 2024. (Servizio di Ilaria Marchiori)
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