05/07/2026 SALGAREDA – La tragedia lungo l’argine del Piave a Salgareda, con la morte di due centauri. Entrambi conosciuti per le loro attività a contatto con il pubblico. La commovente lettera d’addio postata dal fratello di Francesco Paolo Fecarotta, le parole dell’ex compagna. Ma anche il fronte delle indagini per ricostruire la dinamica dell’incidente. || “Caro fratello mio, stavolta me l’hai combinata grossa,molto grossa,e con il rammarico di non poterti rimproverare”. L’inizia così la lunga, dolorosa lettera d’addio pubblicata sul profilo social dell’attività messa in piedi insieme, Apecannolo, rivolta da Giovanni Fecarotta al fratello Francesco Paolo, 37 anni, morto nel terribile schianto lungo l’argine del Piave, a Salgareda, insieme alla 32enne Jessica Laface. La moto della coppia ha tamponato l’auto che la precedeva, per entrambi non c’è stato nulla da fare. “Non esistono parole capaci di raccontare il dolore che provo. Le lacrime sembrano non bastare più – scrive Giovanni – Hai lasciato un vuoto che nulla potrà colmare. Per me non sei stato soltanto un fratello. Sei stato il mio complice, la mia forza, la mia spalla nei momenti belli e in quelli difficili. Una parte di me che porterò nel cuore per sempre”. Giovanni menziona i tanti attestati di affetto, rivolge il suo pensiero a Jessica e alla figlioletta di 4 anni che il fratello lascia. E conclude: ” Ti ricorderò sempre con il tuo sorriso, perché è così che voglio continuare a vederti: felice, libero e capace di illuminare chiunque ti stesse accanto”. Tra le centinaia di commenti, quello della mamma della figlioletta di Francesco: “Sei stato e sarai per sempre il migliore papà dell’universo. A fine telefonata le chiedevi sempre: “Chi sono io?” E lei rispondeva ridendo “Il mio angelo”. Ora è diventata la realtà. Sei il suo angelo. E noi non ti dimenticheremo mai”. Il dolore, e poi il fronte degli accertamenti che la Procura di Treviso dovrà svolgere sulla base dei rilievi eseguiti dalla Polizia stradale e alla testimonianza dell’automobilista tamponato dalla moto. Il 56enne trevigiano, indagato per omicidio stradale, si è affidato all’avvocato Fabio Crea. Nessuna manovra di svolta, dice. – Intervistati AVV. FABIO CREA (Difensore automobilista) (Servizio di Lina Paronetto)
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