04/07/2026 VENEZIA – I lavoratori del teatro hanno indetto una nuova protesta a poche ore dal concerto a San Marco dedicato alle musiche di Ennio Morricone. Un’azione per rivendicare attenzione su alcune questioni organizzative interne. Ma sullo sfondo ci sono anche i costi di realizzazione del palco in Piazza. || Dopo il “caso”  Beatrice Venezi, per mesi al centro di un aspro confronto tra teatro e lavoratori, gli orchestrali e i dipendenti della Fondazione Gran Teatro La Fenice hanno indetto un nuovo “stato di agitazione”. Una protesta per ora più morbida ma comunque eclatante a poche ore dall’esibizione di orchestra e coro del Gran Teatro “La Fenice” , omaggio a Ennio Morricone, appuntamento di grande eco mediatica. Lo ha deciso l’assemblea generale dei lavoratori con il 100 per cento dei voti favorevoli, nessun astenuto o voto contrario. Come già negli anni scorsi la Fondazione ha comunicato di non poter erogare alcun incentivo economico per l’esibizione a San Marco. Stessa scelta degli anni scorsi. E poi c’è la realizzazione dei costi del palco in capo alla Fenice, anche questo come gli anni scorsi e altri punti interni. Queste le parole di Alberto Cancian. Per Monica Sambo, vicepresidente della commissione cultura in consiglio regionale e rappresentante del Pd, il Comune non sarebbe legittimato a usare la Fenice come un bancomat per coprire le spese degli eventi che organizza. Duro l’attacco anche di Marco Trentin musicista dell’orchestra e rappresentante del lavoratori. – Intervistati ALBERTO CANCIAN (SINDACALISTA USB LAVORO PRIVATO), MARCO TRENTIN (MUSICISTA ORCHESTRA GRAN TEATRO LA FENICE RAPPRESENTANTE SINDACALE RSA) (Servizio di Lorenzo Mayer)


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