28/06/2026 SAN BIAGIO DI CALLALTA – Aveva lasciato Milano per cercare lavoro nel trevigiano, Ben Ameur Abdelhak, morto ieri nelle acque del Piave a San Biagio. Secondo gli amici non si sarebbe tuffato, mentre gli inquirenti parlano di malore da congestione. In arrivo in queste ore i familiari dalla Francia. || Non si sarebbe tuffato, secondo gli amici, Ben Ameur Abdelhak, 30 anni, ma si sarebbe immerso, forse per trovare refrigerio in una delle giornate più torride, nelle acque gelide del Piave dopo aver mangiato. Cenni d’aiuto e urla rivolti agli amici, ma nessun soccorso. Così raccontano chi era lì, sulle sponde del fiume a Fagarè di San Biagio di Callalta, nei tragici momenti in cui il 30enne di origine tuinisina ha perso la vita. A poche ore fatto, gli amici e il fratello, raggiunti nella casa di via Goito, raccontano che la famiglia, residente in Francia, è in arrivo per vegliare sulla sua salma. Saranno loro a decidere se il funerale del giovane sarà celebrato qui oppure all’estero. Ben Ameur Abdelhak era originario di Sfax, in Tunisia, città storica che affaccia sul Mar Mediterraneo. Abitava a Milano, ma era arrivato a San Biagio per visitare gli amici e poi rimanerci per cercare lavoro. Sui social nessuna foto se non un ricordo di un’amica che gli rivolge una preghiera, seguita dai tanti che lo conoscevano. Ben Ameur ha perso la vita in acqua, nonostante nel Piave vige il divieto di balneazione, eppure, in settimane dalle temperature roventi, è sempre più popolato (Servizio di Edy Caliman)
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