27/06/2026 LONGARONE – Monta la protesta a valle della Diga del Vajont, dopo la notizia che il progetto della centralina idroelettrica, da realizzare nel comune di Erto e Casso, potrebbe presto vedere la luce. || Brucia le tappe il progetto di realizzazione della centralina idroelettrica sotto la diga del Vajont. Di queste ore la pubblicazione della delibera di giunta della regione Friuli Venezia Giulia che sancisce la non assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale dell’opera progettata dalla pordenonese Welly Red per l’utilizzo delle acque di deflusso del torrente Vajont. Dai longaronesi, che da quelle acque piansero la morte di oltre 1900 compaesani, la contrarietà è unanime.Fissato per lunedì sera un incontro con la cittadinanza per discutere una linea condivisa comune da adottare in sede istituzionale. Per Padrin la difesa della memoria è al primo posto, nonostante la mai celata disponibilità ad un confronto più approfondito, nel caso di una possibile ricaduta di interesse pubblico, di tipo economico, anche per il territorio di Longarone.A supporto dei longaronesi anche la Provincia di Belluno con un’ordine del giorno del consiglio provinciale indetto per martedì prossimo. Appare però chiaro che le speranze di fermare il progetto, la cui esecuzione ricade sul territorio esclusivamente friulano, non sono delle più rosee. “Ci batteremo comunque in tutte le sedi” ribadisce il primo cittadino di Longarone. – Intervistati ROBERTO PADRIN (SINDACO LONGARONE) (Servizio di Stefano Bozzi)
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