19/06/2026 MARGHERA – Omicidio di Marghera con la morte del 30 enne di origine bengalese a tre giorni dal violento pestaggio. E’ caccia ai killer, parebbe si tratti di un gruppo di uomini dell’Est Europa. || Ora per la morte di Rakeb Kashem, 30 anni, di origine bengalese sopraggiunta a tre giorni dal violentissimo pestaggio, la Procura di Venezia procede per omicidio preterintenzionale. Dalle immagini delle telecamere comunali dalla Smart Control Room si stanno cercando gli autori del violentissima aggressione, ovvero 4-5 uomini parrebbe di origine bulgara o comunque dell’Est Europa. Lunedì mattina all’alba il corpo esanime del 30 enne giaceva qui: vicino al centro sociale Rivolta, ai bordi di via Fratelli Bandiera a Marghera riverso a terra in una pozza di sangue, colmo di lividi ed ecchimosi. In coma, ma ancora vivo. Ad accorgersi che qualcosa di grave era accaduto una cliente del bar che si trova dalla parte opposta della carreggiata, come racconta la proprietaria di origine cinese. Rakeb abitava a Mestre con il fratello e i genitori, nei pressi dell’ex ospedale Umberto I, lavorava a Venezia come cuoco in un ristorante vicino al Ponte delle Guglie, sarebbe diventato papà nell’arco di pochi mesi. Il cordoglio di tutta la comunità bengalese che sta vivendo un crescente clima di intimidazione, racconta Prince Howlader. Chiede maggiore tutela e sicurezza per i cittadini di di origine straniera. Gli inquirenti intanto continuano a indagare per capire se il 30 enne si trovasse in difficoltà, anche economica, tanto da aver avuto bisogno di chiedere prestiti a persone anche losche. – Intervistati PRINCE HOWLADER (PORTAVOCE COMUNITA’ BENGALESE VENEZIA) (Servizio di Annamaria Parisi)


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