08/06/2026 VENEZIA – I lavoratori del Mose hanno dichiarato lo stato d’agitazione. A mettere a rischio l’attività del sistema di dighe mobili che protegge Venezia dall’acqua alta sono i problemi burocratici che stanno fermando i finanziamenti. Appello alle istituzioni. || L’assemblea dei lavoratori del Mose ha proclamato all’unanimità lo stato d’agitazione. I lavoratori ritengono inaccettabile che il rischio di blocco dei sollevamenti del Mose continui a incombere per effetto di un “cortocircuito burocratico che le istituzioni competenti non sono ancora state in grado di risolvere”. Mentre i lavoratori garantiscono con responsabilità il funzionamento del sistema e la salvaguardia della città – si legge in un comunicato di Cgil, Cisl e Uil – le istituzioni non riesconoa sciogliere un nodo che rischia di avere conseguenze gravissime. Al termine dell’incontro tra i dipendenti di Thetis, CVN, Comar e Autorità per la Laguna. Cgil Cisl e Uil hanno fatto sapere che se dalle istituzioni non arriveranno risposte rapide e concrete, verranno valutate ulteriori iniziative di protesta perché “non è accettabile che un’infrastruttura strategica per la vita di Venezia e della sua Laguna venga paralizzata da un problema di trasferimento delle risorse che da mesi attende una soluzione”.La richiesta alle istituzioni è di assumersi le proprie responsabilità e di intervenire immediatamente per garantire le risorse necessarie, la continuità delle attività e la tutela di tutti i posti di lavoro. – Intervistati DANIELE GIORDANO (SEGRETARIO GENERALE CGIL VENEZIA), GIULIANO GARGANO (COORDINATORE UIL PROVINCIA DI VENEZIA) (Servizio di Filippo Fois)
Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l’utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.