06/06/2026 BELLUNO – Sulla storica partita dell’idroelettrico siamo solo alle schermaglie iniziali. Le grandi concessioni scadranno nel 2029 e la Regione ha già messo le mani avanti. || “Il progetto dell’autonomia energetica del Veneto è fondamentale come quello delle derivazioni idroelettriche e nella partita saranno coinvolti la Provincia di Belluno e i comuni interessati”. Parola di Massimo Bitonci, l’assessore regionale allo sviluppo economico, che in una recente dichiarazione ha smentito d’aver mai fatto cenno alle quote della istituenda società chiamata a gestire gli introiti alla scadenza delle grandi concessioni, nel 2029.C’è però un fatto ed è ineludibile: il 70 per cento dell’energia prodotta in Veneto arriva dalla provincia di Belluno e 24 delle 35 prese d’acqua complessive sono bellunesi. A fronte di questi dati, i dem hanno chiesto che in una possibile società che controlli acqua ed energia, la Provincia di Belluno abbia un ruolo pari e quantomeno dignitoso rispetto all’energia che produce. Casi di partecipazioni societarie analoghe esistono, nelle more delle leggi Delrio e Madìa, ma fino ad ora ci si è dimenticati della Legge 25 della Regione del Veneto che dice che le competenze di acqua ed energia devono essere trasferite dalla Regione alla Provincia di Belluno.La Regione non intende mollare. Ma, se fosse vero quanto sostiene il centro destra che richiama la Legge Madìa, la Servizi integrati bellunese non potrebbe il 25% avere quote della Valmontina. Quindi, la società può essere costituita e la Provincia di Belluno può esserne azionista. Il punto è volerlo. – Intervistati MASSIMO BITONCI (ASSESSORE SVILUPPO ECONOMICO REGIONE VENETO), ALESSANDRO DEL BIANCO (CONSIGLIERE PD REGIONE VENETO) (Servizio di Tiziana Bolognani)
Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l’utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.