05/06/2026 SCHIAVON – “No a un lavoro disumano”. È l’appello lanciato oggi da cgil a Schiavon, dopo il caso del 56enne abbandonato sanguinante a Bassano e dei 4 braccianti arsi vivi in Calabria. || “Vogliamo essere pagati, non pagare cpn la vita””basta sfrutttamneto, basta silenzio””schiavitù a km zero”Sono solo alcuni dei cartelli apparsi durante il flash mob promosso da cgil e cgil flai Veneto e provinciale, in Piazza Risorgimento a Schiavon, il paese dove lavorava il 56enne indiano, assunto senza regolare contratto da un’azienda agricola del posto. L’uomo era caduto da 5 metri d’altezza, riportando gravi ferite. I titolari dell’impresa, poi scoperti e denunciati, lo caricarono in macchina e lo abbandonarono sanguinante in via Ca’ Dolfin, a Bassano, vicino all’ospedale. L’uomo, sottoposto a un intervento chirurgico è sopravvissuto. E la vicenda ha sconvolto l’opinione pubblica per la crudeltà e la disumanità. È proprio contro la disumanizzazione del lavoro che si è concentrata la protesta, partecipata, nonostante la pioggia battente.E tra l’altro anche cgil e flai cgil Veneto parteciperanno al corteo di sabato ad Amendolara, in Calabria,dopo la strage dei quattro braccianti arsi vivi in un minivan. – Intervistati STEFANO MENEGAZZO (SEGRETARIO GENERALE CGIL FLAI VICENZA), GIOSUÈ MATTEI (SEGRETARIO GENERALE CGIL FLAI VENETO), GIANCARLO PUGGIONI (SEGRETARIO GENERALE CGIL VICENZA) (Servizio di Vanessa Banzato)


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