31/05/2026 TREVISO – E’ stato negato alla 77enne trevigiana, affetta da un tumore in fase terminale, l’accesso al suicidio medicalmente assistito. La denuncia dell’associazione Coscioni: «Nessuna visita e nessuna indicazione delle ragioni del diniego». || Fine vita, suicidio medicalmente assistito negato alla 77enne trevigiana che nei giorni scorsi aveva inviato una diffida e una messa in mora all’azienda sanitaria per sollecitare l’attivazione urgente della procedura. Dopo oltre due mesi di attesa, Maria Cristina, affetta da mesotelioma pleurico in fase terminale, ha ora ricevuto dall’Ulss 2 la notifica del diniego. A darne comunicazione Filomena Gallo e Marco Cappato dell’associazione Luca Coscioni. “Si tratta di una decisione gravissima – scrivono in una nota- resa ancora più grave dal fatto che l’Azienda sanitaria non ha indicato le ragioni del diniego, non ha specificato quale dei requisiti individuati dalla Corte costituzionale sarebbe risultato mancante, non ha trasmesso la relazione del Gruppo Tecnico né il parere del Comitato Etico sui quali la decisione sarebbe fondata. (Servizio di Marta Marangon)


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