28/05/2026 BELLUNO – Scontro politico sul futuro dell’idroelettrico veneto.La Regione accelera verso una nuova società pubblica che dal 2029 potrebbe gestire le grandi concessioni oggi in mano soprattutto a Enel. Ma sulla governance si apre il confronto ed è già polemica. || Si avvicina a passi da gigante la data di scadenza delle grandi concessioni idroelettriche e la Regione si prepara a gestire la partita da oltre 400 milioni di euro l’anno. L’obiettivo della giunta Stefani è creare una società pubblica in house che gestisca direttamente gli impianti, puntando all’autonomia energetica del Veneto. Sul futuro controllo della società, tuttavia, è scontro politico. L’assessore regionale Massimo Bitonci ha già escluso che la maggioranza possa andare alla Provincia di Belluno, come invece chiesto dal PD che definisce “arrogante” la risposta dell’assessore, “non contro il PD – ha annotato il consigliere Alessandro De Bianco – ma verso un intero territorio”. Una proposta, quella dei Dem, non campata in aria, visto che nel bellunese si produce circa il 70 per cento dell’energia idroelettrica veneta e si concentra gran parte delle prese d’acqua delle grandi centrali. Bitonci ha tagliato corto: la politica energetica compete alla Regione e Belluno sarà coinvolta senza quote di controllo. Sul punto, e fuor di polemica, l’assessore regionale alla montagna Dario Bond è conciso: per Belluno parlano Statuto e legge 25. – Intervistati DARIO BOND (ASSESSORE ALLA MONTAGNA REGIONE VENETO) (Servizio di Tiziana Bolognani)


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