01/04/2021 MOGLIANO VENETO – “Gli chiederei perchè lo ha fatto”. Così la mamma del 15enne di Mogliano veneto accusato della brutale aggressione a Marta Novello. Oggi, incontro ristretto con alcuni giornalisti nello studio del suo avvocato. La sua ricostruzione, mentre Marta potrebbe tornare a casa già prima di Pasqua. || “Quando i carabinieri sono venuti a casa, ho pensato che mio figlio avesse avuto un incidente. Non volevo crederci a quello che mi dicevano sull’aggressione. Ho chiesto se davvero erano sicuri si trattasse di mio figlio”Così la mamma del 15enne accusato di aver aggredito Marta Novello ripercorre – nello studio del suo legale in piazza delle istituzioni a Treviso, l’avvocato Matteo Scussat – il lunedì che ha cambiato per sempre la vita del figlio, ma soprattutto quella di una ragazza che fortunatamente si sta riprendendo e che potrebbe già tornare a casa per Pasqua dopo aver lottato tra la vita e la morte in terapia intensiva al Ca’ Foncello. La mamma del ragazzo dice di essere rientrata nella sua abitazione di Marocco quel pomeriggio alle 15,30, di aver salutato il figlio e poi di essere andata a farsi una doccia. Alle 16, il ragazzo non era più in casa, c’era però il suo cellulare, un fatto definito “anomalo” dalla donna. Non si accorge però della scomparsa del coltello da cucina, che – è emerso dalle indagini – il ragazzo ha usato poi contro Marta.”Pensavo fosse in giro con i suoi amici, usciva ogni pomeriggio con loro. Prima del Covid andava a scuola ed era contento. Si allenava a calcio 3 volte alla settimana, poi la partita alla domenica. E’ sempre stato solare, mai violento e nemmeno aggressivo.La didattica a distanza lo stancava, faceva fatica a seguire le lezioni. La sua routine è stata stravolta”.La mamma non entra nel merito di eventuali contatti con la famiglia di Marta, dice di aver ricevuto la vicinanza del parroco e di molti vicini di casa e conoscenti, ma non quella del sindaco.”E’ stata una tragedia anche per noi. Se avessi colto dei segnali preoccupanti, avrei fatto subito qualcosa. Non dormo mai, ci penso sempre, come ho sempre pensato a quella ragazza. Sono contenta stia meglio. E’ stato un sollievo”. Nel frattempo, proprio in queste ore, è stata affidata a un consulente di Mestre l’analisi di cellulare e pc del ragazzo, alla ricerc (Servizio di Cristian Arboit)


videoid(vf24cD_pUo8)finevideoid-categoria(a3treviso)finecategoria