21/05/2026 VENEZIA – Faida tra tunisini a Venezia. Mohammad Sakka, uno dei due arrestati, trovato con la katana, era stato allontanato da Venezia. || Arrestati e trasferiti in carcere altri due dei cinque membri del clan tunisino della famiglia Sakka in guerra ormai da tempo col gruppo rivale dei Mallat a Venezia, sui quali pendeva un mandato d’arresto e di custodia in carcere per gli accoltellamenti in centro storico, e per cui sono stati indagati su ordine della procura per rapina aggravata, furto aggravato e lesioni. Uno dei fermati fa parte dell’ordinanza emessa a seguito dell’indagine partita dal pestaggio di un cittadino palestinese in aprile, su cui hanno indagato i carabinieri. L’altro, rintracciato e bloccato in Lombardia, era l’ultimo dei ricercati vicini al clan dei Sakka, raggiunti delle tre misure emesse per tentato omicidio, nell’inchiesta sull’accoltellamento di San Barnaba del 22 aprile a, Venezia, condotta dalla squadra mobile della questura. A Mohammad Sakka, uno dei due arrestati, circa una settimana fa il tribunale aveva concesso di tornare a Venezia revocando il divieto a suo carico in seguito ai maltrattamenti contro la compagna residente alla Giudecca. Domenica notte, però, era sul sagrato della chiesa dei Gesuati con una spada giapponese tenuta lungo il fianco e poi rivolta contro i rivali della famiglia Mallat. (Servizio di Ilaria Marchiori)
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