16/05/2026 TREVISO – «Stiamo bene, ma siamo stanchi. Il clima è sereno». Così il trevigiano Stefano Vanin, professore associato di Zoologia all’Università di Genova, al termine di un’altra giornata drammatica alle Maldive, dove è morto un sub locale nel tentativo di recuperare i corpi degli italiani che hanno perso la vita durante un’immersione a scopo scientifico. Tra loro il padovano Gianluca Benedetti, che faceva da guida. Domani è previsto il rientro del docente trevigiano. || Lo yacht rientrato in porto nella capitale Malè, gli occupanti, tra cui l’entomologo trevigiano Stefano Vanin, raggiunti a bordo dalla Polizia del posto per essere ascoltati sulla tragica fine dei compagni di spedizione. Sullo sfondo, la morte di uno dei sub scesi per recuperare i corpi dei quattro italiani ancora da trovare. Si aggiunge dramma al dramma alle Maldive, dove cinque connazionali, tra cui il padovano Gianluca Benedetti, hanno perso la vita nella crociera scientifica patrocinata dall’Università di Genova. In cui presta servizio come docente anche Vanin, sull’imbarcazione insieme ad alcuni suoi studenti: nelle scorse ore il gruppo ha preparato i bagagli per il rientro in Italia, previsto per domani quello del trevigiano, che in queste ore si è confrontato anche con il console onorario. Allo yacht è stata sospesa la licenza, senza dubbio le verifiche della Polizia del Paese tropicale si sono soffermate sull’attrezzatura di bordo: dotazione ordinaria quella di cui disponevano i sub secondo i legali del tour operator che ha organizzato la navigazione del gruppo. L’ipotesi è che i 5 sub si siano spinti oltre il limite di profondità previsto, oltre, cioè, i 30 metri. Su questo Vanin non commenta: “Su cosa sia successo lì sotto – dice – non faccio né ipotesi né illazioni”. Ribadendo ancora una volta che in zona non c’era nessuna allerta meteo e che le condizioni di cielo e mare, al momento dell’immersione, erano buone. E’ stato lo stesso docente trevigiano a inviare una nota all’Unità di crisi della Farnesina quando è stato chiaro che i cinque non erano riemersi. “Erano tranquilli, sereni”, ricorda. Finchè i corpi non saranno recuperati sarà impossibile trarre qualsiasi conclusione: l’unico dato disponibile al momento è che la bombola d’ossigeno di Benedetti, la guida del gruppo, era scarica e questo suggerisce che i sub possano essere morti perchè intrappolati nella grotta, insidiosa anche per super esperti. (Servizio di Lina Paronetto)


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