09/05/2026 VENEZIA – Ieri le protesta anti Israele, oggi quella contro Putin e il Padiglione Russia. La manifestazione nel giorno di apertura al pubblico della Biennale. Lunghe code di turisti || Le sirene antiaeree ucraine risuonano alla biennale fino quasi a coprire la musica che viene diffusa a ripetizione dagli schermi piazzati fuori dal padiglione russo. Il flash mob di +Europa vuole “far ascoltare a tutti i visitatori il suono che gli ucraini sentono da quattro anni – ha spiegato il segretario Riccardo Magi – quello degli allarmi che annunciano i bombardamenti russi sulle loro teste”. Ai manifestanti di +Europa si erano aggiunti quelli di una manifestazione indetta dai Radicali che, assieme a membri della comunita ucraina, ha raggiunto i Giardini partendo da San Marco.E’ questo un concetto ribadito inevitabilmente più volte di fronte alle dichiarazioni della Biennale che giustifica la presenza russa in nome della libertà dell’arte. Parole simili arrivano anche dal Governo: nelle stesse ore il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari ha definito “la raffazzonata apertura del padiglione russo alla Biennale di Venezia, uno degli esempi più evidenti della gratuita visibilità concessa al regime putiniano”. I fronti aperti sono parecchi. Meno di 24 ore prima, una manifestazione di solidarietà alla Palestina e contro la presenza di Israele alla Biennale aveva vissuto momenti di tensione durante un tentativo di forzare il blocco delle forze dell’ordine. In realtà la protesta era già dentro la Biennale con diversi padiglioni e chiusi per lo sciopero dei lavoratori della cultura solidali con la causa. Uno dei tanti aspetti unici di questa edizione: iniziata senza una cerimonia d’apertura, senza il ministro alla cultura e anche senza giuria internazionale che si è dimessa in blocco. Il Leone d’oro e il Leone d’argento saranno assegnati dai visitatori. Una cosa che a Venezia non manca mai: all’apertura dei cancelli che alle 11 ha dato il via alla Biennale c’era mezzo chilometro di fila ai Giardini e circa 200 metri all’Arsenale. – Intervistati SAMUELE VIANELLO (SEGRETARIO RADICALI VENEZIA), IGOR BONI (PRESIDENTE EUROPA RADICALE) (Servizio di Filippo Fois)


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