07/05/2026 VENEZIA – Potrebbe trasformarsi in un caso di omicidio, la morte di Jamel, il 22 enne tunisino, annegato a Venezia all’alba di martedì scorso. Per il cugino Jamel sarebbe stato aggredito prima di finire in acqua || Si chiamava Jamel Mallat, il 22 enne tunisino annegato a Venezia. Una morte che inizialmente sembrava il tragico epilogo di una fatalità, ovvero una caduta accidentale in acqua aggravata dal fatto che il ragazzo non sapesse nuotare, ma sulla quale ora la Procura potrebbe aprire un fascicolo per omicidio o concorso in omicidio, al momento contro ignoti. Pur abitando stabilmente a Mestre frequentava Venezia e un gruppo di connazionali. Prima di cadere in acqua a San Polo avrebbe fatto una telefonata ad un amico chiedendo aiuto e ospitalità per la notte: Jamel temeva che qualcuno che in quel momento lo stava inseguendo lungo le calli di Venezia potesse andare a prelevarlo nella sua abitazione mestrina visto che sapevano dove abitasse. E la domanda è: di chi stava parlando? Si ipotizza di un altro gruppo di connazionali antagonisti con i quali, pare, ci fossero dei contrasti legati allo spaccio di droga. Ipotesi questa al vaglio dei carabinieri di Venezia (Servizio di Annamaria Parisi)


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