05/05/2026 NOVENTA PADOVANA – Serrande abbassate, bandiere a mezz’asta e le lacrime di un’intera comunità: Noventa Padovana ricorda così il suo concittadino Alex Zanardi nel giorno più duro, quello dell’addio. Proprio qui il campione viveva da oltre vent’anni con la moglie Daniela e il figlio Niccolò || L’ultima corsa di Alex Zanardi è partita proprio dalla Chiesa dell’OIC, la Fondazione dell’Immacolata Concezione alla Mandria, a Padova, che negli ultimi tre anni lo ha accolto fino al giorno della sua morte. Una struttura assistenziale che in realtà frequentava da oltre 10 anni per aiutare i più giovani nella riabilitazione attraverso lo sport grazie al suo Progetto Obiettivo 3. A chiunque si nomini Alex Zanardi subito gli occhi diventano lucidi e il magone travolge anche i concittadini di Noventa Padovana, città nella quale il campione e la sua famiglia avevano scelto di vivere da oltre vent’anni e dove nel giorno del suo addio si è deciso di proclamare lutto cittadino con le bandiere a mezz’asta osservando anche un minuto di silenzio in cocomitanza dell’inizio del funerale nella Basilica di Santa Giustina. Molto di più di un semplice uomo, molto di più di un esempio da seguire, le parole non sono abbastanza per descrivere Alex Zanardi e allora scendono le lacrime pensando a tutto quello che potrebbe essere stato ancora. Rimangono però anche gli aneddoti che ora fanno sorridere, come il primo incontro tra Alex e il Sindaco di Noventa Padovana, Marcello Bano. – Intervistati CHIARA SERAFIN (Direttrice personale Fondazione OIC), MARCELLO BANO (Sindaco Noventa Padovana) (Servizio di Marta Zatta)


Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l’utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.videoid(LNpTYXruWfw)finevideoid-categoria(a3veneto)finecategoria