27/04/2026 VENEZIA – Dopo la revoca alla Venezi come direttore d’orchestra della Fenice ancora nessun successore è stato individuato. Colabianchi chiude il caso ma resta il nodo della nuova direzione musicale e delle possibili ripercussioni sulla sua gestione. || Così Colabianchi chiarisce che “non c’è ancora alcun nome”, sul dopo Venezi. Segnale che la scelta verrà affrontata solo dopo aver chiuso definitivamente la vicenda politica e mediatica. La decisione di rompere con la Venezi giunta nelle scorse ore dopo le sue dichiarazioni al giornale argentino “La Nation” ritenute “offensive e lesive” verso orchestra e Fondazione. Ora dopo lo strappo definitivo tra Beatrice Venezi e la Fondazione Teatro La Fenice, si aprono soprattutto tre scenari. Il primo è quello interno alla Fenice: ovvero la priorità di trovare un nuovo nome per la direzione musicale prevista da ottobre 2026. “Non è una figura obbligatoria, non è urgente procedere a questa nomina. Abbiamo tempo di rifletterci e troveremo la soluzione più opportuna”, così sempre Colabianchi . E proprio da lui si apre un possibile secondo scenario. Essendo stato lui a nominare la Venezi mesi fa e a revocarle l’incarico, inevitabilmente si apre un fronte sulla sua gestione: l’opposizione politica e parte del mondo musicale potrebbero chiedere conto di una scelta prima difesa e poi smentita nei fatti. Il terzo scenario è quello personale e pubblico di Venezi. La rottura con la Fenice rischia di pesare molto sulla sua credibilità artistica in Italia, ma potrebbe anche trasformarsi in un rilancio mediatico e politico: il caso ha ormai superato i confini del teatro e si è spostato sul terreno delle appartenenze e delle relazioni istituzionali.In sintesi, più che la fine di una nomina, questa appare come l’inizio di una nuova partita: chi guiderà la Fenice da ottobre, quanto reggerà Colabianchi e quale sarà il prossimo approdo della Venezi. – Intervistati NICOLA COLABIANCHI (SOVRINTENDENTE TEATRO LA FENICE) (Servizio di Annamaria Parisi)
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