21/04/2026 TREVISO – Un arresto chiave e poi la risalita fino ai grossisti: così un’indagine partita da Preganziol ha portato a un maxi sequestro di cocaina tra Veneto e Lombardia di 180 Kg di cocaina. || Sono i 7 chili di cocaina trovati a Preganziol il punto di svolta dell’indagine. Droga che, secondo gli investigatori, veniva nascosta anche nei pressi dei binari della stazione di San Trovaso, utilizzati come deposito temporaneo prima della distribuzione ai piccoli spacciatori, per la maggioranza senegalesi e nord africani. Tutto ha inizio quando a finire in manette, è un cittadino albanese fermato dalla Polizia di Stato a San Trovaso con lo stupefacente nel bagagliaio. Un arresto che, fin da subito, che apre ad uno scenario più ampio: quell’uomo non era un semplice pusher, ma il punto di riferimento per l’approvvigionamento della droga nel Trevigiano.Da lì prende corpo l’indagine della Squadra Mobile. Gli agenti ricostruiscono i suoi movimenti, analizzano i contatti, seguono il flusso delle forniture. E scoprono che i quantitativi più ingenti non restavano a lungo in suo possesso: venivano nascosti in punti strategici, come l’area ferroviaria di San Trovaso, per poi essere smistati rapidamente verso le piazze di spaccio. I consumatori, professionisti ma anche operai, disposti ad incontrare i pusher in pieno giorno, anche nei pressi dell’Ospedale Ca’ Foncello.Seguendo questa rete, gli investigatori riescono a risalire ai livelli superiori del traffico, fino ai grossisti attivi in Lombardia.Il blitz scatta tra Roverbella e Porto Mantovano. In un’auto viene scoperto un vano segreto elettromagnetico con 20 chili di cocaina. Che due uomini, sempre albanesi dovevano consegnare ad un connazionale senza fissa dimora. Nelle abitazioni dei due grossisti, il ritrovamento più significativo: 156 chili di cocaina nascosti sotto un letto, insieme a decine di migliaia di euro in contanti.Tre gli arresti eseguiti in questa fase, che si aggiungono a quello iniziale di Preganziol. In totale, oltre 180 chili di cocaina sequestrati nell’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Treviso. – Intervistati ALESSANDRA SIMONE (Questore di Treviso) (Servizio di Nicola Marcato)


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