17/04/2026 BELLUNO – Si sono riuniti in presidio congiunto i sindacati di CGIL CISL e UIL dopo l’ennesima morte sul lavoro in Provincia di Belluno. Per i sindacati rimane imprescindibile l’attuazione di politiche di sicurezza più stringenti. || La morte di Dowh Mukhtar non è una fatalità, bensì la diretta conseguenza di politiche sulla sicurezza carenti e mancanza di attenzione agli strati più deboli della società. L’affondo dai sindacati di FILCAMS, FISASCAT e UIL riuniti in presidio all’esterno del centro commerciale della Veneggia, da dove il 34enne di origini sudanesi – deceduto nella notte tra domenica e lunedì a seguito di uno schianto a bordo della sua bicicletta – rientrava dal turno di scaffalista.Fantasmi, si, o invisibili. Sono i lavoratori dei turni di notte, delle tratte anche di 15, 20 chilometri a bordo strada in bicicletta, talvolta in monopattino, che poco si vedono e ancora meno si sentono, spesso in fuga da crisi geopolitiche nei paesi di provenienza, come nel caso Dowh Mukhtar.Imperativo per i sindacati un cambio di rotta repentino nelle politiche sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e del trasporto in itinere, affinché siano garantite per tutti le condizioni minime di tutela dell’incolumità fisica. – Intervistati SONIA BRIDDA (SEGRETERIA REGIONALE UIL VENETO), JULIA MINOTTO (FISASCAT CISL BELLUNO TREVISO), ALBERTO CHIESURA (SEGRETARIO FILCAMS CGIL BELLUNO) (Servizio di Stefano Bozzi)
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