15/04/2026 CORTINA D’AMPEZZO – A poche settimane dalla conclusione dei Giochi di Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, scoppia il caso della cabinovia mai entrata in funzione a Cortina d’Ampezzo. Costi lievitati, criticità tecniche e una procedura d’appalto finita sotto accusa: presentato un esposto alla Corte dei Conti. || Un’opera definita strategica per la mobilità olimpica, ma che oggi resta ferma. È la cabinovia Apollonio-Socrepes, a Cortina, finita al centro dell’esposto alla procura veneta della Corte dei Conti presentato dalla deputata di Alleanza Verdi e Sinistra Luana Zanella. Il progetto, partito con un costo di 22,8 milioni di euro, è arrivato a sfiorare i 35 milioni. Ma nonostante l’investimento, l’impianto non è mai entrato in funzione. Al centro della segnalazione, la gestione dell’appalto da parte di SIMICO la società pubblica incaricata delle opere per i Giochi. La prima gara viene annullata per violazione della segretezza. La seconda va deserta. Si procede allora con un affidamento diretto, in regime d’urgenza. Ma i problemi non finiscono qui, perché le principali aziende europee del settore rinunciano a partecipare: tempi troppo stretti, appena sei mesi, e condizioni geologiche considerate complesse. Durante i lavori emergono infatti criticità importanti: terreno fragile, rischio idrogeologico elevato, presenza di fratture nel suolo. E soprattutto manca ancora il via libera decisivo: quello dell’ANSFISA, l’autorità del Ministero dei trasporti. L’opera, prevista come simbolo di efficienza in vista delle Olimpiadi, non è stata completata neppure dopo le Paralimpiadi. Ora la Corte dei Conti dovrà verificare eventuali responsabilità: dalla correttezza delle procedure ai possibili danni erariali. – Intervistati LUANA ZANELLA (DEPUTATA ALLEANZA VERDI SINISTRA) (Servizio di Tiziana Bolognani)
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