09/04/2026 CASALSERUGO – L’omicidio di Maria Pellegrini avvenuto a Casalserugo il 10 dicembre 2008. Dopo la riapertura del caso la scorsa estate, si è svolto l’incidente probatorio basato sull’esame del Dna. L’avvocato difensore dell’indagato, un 47enne di origine albanese: «Il mio assistito si è sempre dichiarato estraneo ai fatti». || Non esclude il processo ma le prove biologiche raccolte aprono a diverse letture. A parlare è l’avvocato trevigiano Fabio Crea, il legale del 47enne di origine albanese, iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Padova per l’omicidio di Maria Pellegrini. Un fatto di sangue che sconvolse la comunità che che risale a quasi 18 anni fa. Maria Pellegrini, 78 anni, viveva a Casalserugo. Maestra d’asilo in pensione ma proprietaria di una fortuna che ammontava a circa 10 milioni di euro in patrimonio immobiliare, era stata trovata senza vita, soffocata in camera da letto il 10 dicembre del 2008. Un panno le aveva coperto la bocca, un pezzo di scotch il naso. Proprio da qui sarebbe tratto il dna risultato compatibile con quello del 47enne che nel frattempo era stato incarcerato al Due Palazzi per rapina. L’incidente probatorio ha cristallizzato la perizia dei Ris di Parma per la procura che avrebbe rintracciato anche materiale biologico di una seconda persona, oltre alla vittima. Diversa la lettura del perito incaricato dalla difesa. Esaurito l’incidente probatorio, sarà la pm Luisa Rossi, titolare delle indagini, a decidere se chiedere il rinvio a giudizio dell’indagato o chiudere l’inchiesta. – Intervistati FABIO CREA (Difensore indagato) (Servizio di Chiara Gaiani)


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