04/04/2026 BELLUNO – Ancora troppi infortuni nei cantieri, anche in provincia di Belluno. A lanciare l’allarme sono Fillea e Cgil, che denunciano un aumento degli incidenti, in particolare delle cadute dall’alto, e chiedono più controlli e formazione per garantire la sicurezza dei lavoratori. || Negli ultimi mesi la provincia di Belluno è stata segnata da una serie di gravi infortuni nel settore dell’edilizia. A preoccupare è soprattutto la frequenza delle cadute dall’alto, tra le cause più comuni e drammatiche nei cantieri. Una situazione che, secondo Fillea e Cgil, non può più essere accettata: nel 2026 si continua a morire o a rimanere gravemente feriti lavorando su tetti, ponteggi e strutture in costruzione. Incidenti che, sottolineano i sindacati, nella maggior parte dei casi sono prevedibili e prevenibili, se le norme di sicurezza vengono applicate in modo rigoroso.I dati confermano un problema tutt’altro che marginale. Secondo le rilevazioni INAIL, nel 2025 in provincia di Belluno sono stati denunciati 2.881 infortuni sul lavoro. Nel solo mese di gennaio 2026 le denunce sono già 242, in aumento rispetto alle 216 dello stesso periodo dell’anno precedente.Il settore delle costruzioni resta tra i più esposti al rischio. Dietro i numeri, ricordano i sindacati, ci sono lavoratori che operano spesso in condizioni difficili, tra ritmi serrati, subappalti, precarietà e controlli insufficienti. Per questo non basta la solidarietà dopo ogni incidente. Fillea e Cgil chiedono interventi concreti e immediati: più controlli nei cantieri, rispetto rigoroso delle norme e responsabilità chiare lungo tutta la filiera degli appalti. Fondamentale anche il tema della formazione, che deve essere reale e qualificata, affidata a enti accreditati, per garantire una preparazione adeguata ai rischi del lavoro.La sicurezza, concludono, non può essere considerata un costo o un ostacolo: ogni incidente è un fallimento del sistema. E il lavoro deve garantire dignità e sicurezza, non diventare un pericolo per la vita. (Servizio di Tiziana Bolognani)


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