03/04/2026 VENEZIA – Non c’è più solo la Russia nel mirino delle proteste. Alla Biennale di Venezia 73 artisti chiedono anche l’esclusione di Stati Uniti d’America. || Dopo la richiesta di non aprire il padiglione della Russia, rischia di crearsi un effetto domino alla 61 Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia che si svolgerà a Venezia tra i Giardini e l’Arsenale dal 9 maggio al 22 novembre di quest’anno. 73 artisti, in una lettera aperta, hanno chiesto che, oltre alla Russia, non venga dato spazio nemmeno a Stati Uniti d’America e Israele, in quanto gli stati sono ritenuti dai firmatari responsabili di crimini di guerra. Tra coloro che hanno sottoscritto la missiva anche tre dei cinque curatori del team di Koyo che stanno realizzando, nel suo nome, la mostra della compianta direttrice della Biennale prematuramente scomparsa. A cosa porterà questa lettera oggi è difficile dirlo. La Biennale di Venezia, visto l’alto profilo istituzionale, come d’abitudine non commenta la lettera per non rinfocolare nuove polemiche. Il presidente Pietrangelo Buttafuoco ha sempre sottolineato la libertà artistica di espressione, cosa ben diversa e distinta dai governi e dagli Stati. La Biennale in 131 anni fedele a questo inderogabile principio non ha mai censurato nessuno. Cosa accadrà a maggio? (Servizio di Lorenzo Mayer)


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