02/04/2026 FELTRE – L’Ulss 1 Dolomiti ha rinnovato l’appuntamento che fa il punto sulla prevenzione e il controllo delle malattie trasmesse dalle zecche: Borrelia e la tenutissima TBE, ovvero l’encefalite, le cui conseguenze possono essere drammatiche. A testimoniarlo, stamani all’ospedale di Feltre, la storia di un paziente attualmente in cura al centro riabilitativo di Lamon. || Un percorso tutto in salita. Iniziato a maggio dello scorso anno e tuttora in corso, inizialmente a rischio della vita, oggi con la prospettiva di un recupero funzionale dei deficit motori e cerebrali causati da una encefalite provocata da una puntura di zecca.45 anni, Alberto Chele è originario di Frescada di Preganziol, nel trevigiano, ma risiede da tempo a Borca di Cadore. Dopo due mesi in rianimazione, sette sono stati quelli trascorsi all’ospedale di Motta di Livenza e ora è ricoverato a Lamon per la fisioterapia che lavora sul recupero della forza degli arti.La storia di Alberto Chele fa emergere la gravità, spesso sottovalutata, della puntura di zecca: 12 i casi di TBE diagnosticati in Ulss Dolomiti nel 2025, nessuno, al momento nei primi tre mesi del 2026, anche perchè la stagione delle passeggiate nei boschi e nelle aree prative non è ancora iniziata. Il rischio è altissimo, al pari dell’incidenza che è rilevante in provincia di Belluno rispetto alle altre province del Veneto. Fondamentale la vaccinazione, gratuita per i residenti nel territorio dell’Ulss 1 dal 2019, prezzo calmierato per il resto della popolazione del Veneto. – Intervistati ALBERTO CHELE, NAHEUL FIORITO (DIPARTIMENTO PREVENZIONE ULSS 1 DOLOMITI) (Servizio di Tiziana Bolognani)
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