26/03/2021 TREVISO – Intanto con la didattica a distanza aumentano le ansie degli studenti. L’allarme arriva dai docenti || “Ci sono delle studentesse che proprio srtamattina mi hanno detto di sentirsi a disagio nel mostrare la propria faccia in video”. L’anedotto di Matteo Marconi, insegnante alle medie e presidente della Cooperativa Comunica, racconta di un disagio profondo, soprattutto tra i ragazzi meno inclini alle relazioni, che ora in nome della Dad hanno un alibi per le loro paure. La timidezza di ieri, può essere la patologia di oggi, a dimostrarlo anche le richieste di supporto psicologico che stanno arrivando a scuole e Comuni, come a Montebelluna. “Ci sono famiglie che ci stanno chiedendo un aiuto”, afferma Claudio Borgia, assessore comunale all’istruzione.Tra i disturbi quelli legati alla gestione dell’ansia e delle emozioni, in tal senso è da bocciare – dice il prof – lo stop agli esami scritti di fine anno sempre a causa del Covid. “Lo scritto crea ansia, ma è l’ansia che fa crescere”, dice Marconi.Da qui la richiesta di tornare quanto prima alla scuola in presenza, auspicio espresso anche dalla ministra alla famiglia Bonetti, già dopo Pasqua e pure in zona rossa, soprattutto per primaria e infanzia. L’emergenza è anche pedagogica. – Intervistati MATTEO MARCONI (Presidente Cooperativa Comunica – Insegnante), CLAUDIO BORGIA (Assessore Istruzione Comune Montebelluna) (Servizio di Cristian Arboit)


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