25/03/2026 VENEZIA – Crisi energetica: la CNA del Veneto stima un aumento fino a oltre 13 miliardi di euro. L’industria manufatturiera quella più colpita. L’associazione chiede interventi immediati a Governo e Regione. Intanto Confindustria lancia l’allarme recessione se il conflitto in Medio Oriente durerà più di 10 mesi. || Il costo complessivo dell’energia – elettricità e gas – secondo le stime elaborate da CNA Veneto, passerà da circa 11 miliardi di euro nel 2025 a oltre 13 miliardi. Un incremento pari al 22%. Il gas brucia di più, ed è infatti quello a segnare il rincaro più pesante: +28%. L’energia elettrica, pur rimanendo la voce dominante nella spesa energetica regionale, cresce del 19%. Un’attenuazione, rispetto al gas, che si spiega con la quota delle rinnovabili nel mix produttivo italiano. Dato, spiega Cna che dovrebbe portare ad investire in quella direzione. Le filiere energivore del Veneto, siderurgia, carta, ceramica, vetro, chimica, plastica, potrebbero affrontare un incremento di costi per l’energia elettrica di 610 milioni di euro, pari al 44% dell’interno aumento regionale. Allarme anche nel settore dei trasporti, che arriva da Michele Varotto, Presidente della Federazione Trasporti di Confartigianato Veneto. “Le imprese sono già in crisi di liquidità,- dice – allo stesso tempo si torvano a fronteggiare costi del gasolio sempre più elevati”. L’universo trasporti in Veneto conta quasi 7.000 imprese artigiane che danno lavoro a 15.700 persone. Tutto questo nel giorno in cui il centro studi di Confindustria taglia le stime del Pil a seconda delle previsioni di guerra, quindi dallo 0.7% preventivato allo 0.5% male che vada recessione. – Intervistati MATTEO RIBON (Segretario CNA Veneto) (Servizio di Edy Caliman)
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