17/03/2026 VENEZIA – Lei ha parlato, respingendo le accuse, lui si è avvalso della facoltà di non rispondere, facendo dichiarazioni spontanee. Si sono svolti oggi, tra Venezia e Roma, gli interrogatori della coppia arrestata per pedofilia. L’insegnante trevigiana si è dichiarata innocente. || Ha scelto di parlare, davanti al giudice, la docente di 52 anni rinchiusa nel carcere femminile della Giudecca con l’accusa di violenza sessuale su minori, pornografia minorile, detenzione e accesso a materiale pornografico. L’interrogatorio di garanzia nella stessa giornata in cui, a Roma, a sostenere il confronto con il magistrato è stato anche il compagno, giornalista e manager di 48 anni, arrestato insieme a lei e attualmente detenuto a Rebibbia. Come riferito all’uscita dal carcere dalle sue avvocate Marta Labozzetta e Francesca Ottoni del Foro di Treviso, la donna, che insegna in un istituto superiore trevigiano, profondamente segnata dalla vicenda, ha respinto ogni addebito dichiarandosi innocente ed estranea alle accuse che le vengono mosse, vale a dire aver scambiato con il compagno foto intime della figlia minorenne e dei nipotini di 5 e 8 anni, nei confronti dei quali, secondo la Procura capitolina che detiene tuttora l’indagine, avrebbe anche compiuto veri e propri abusi. Per Labozzetta e Ottoni, gli elementi per difendersi ci sono, ma occorre ora procedere un passo alla volta. Primo intuibile obiettivo, ottenere la scarcerazione della 52enne, sebbene nell’ordinanza di custodia cautelare vengano rilevati il “rischio di reiterazione del reato” e “di inquinamento probatorio”. La stessa avvocata Labozzetta non si sbilancia. – Intervistati MARTA LABOZZETTA (Avvocato difensore) (Servizio di Lina Paronetto)
Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l’utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.