16/03/2026 BELLUNO – Forte preoccupazione per la soppressione delle consigliere di parità, regionali e territoriali, e il trasferimento delle loro competenze ad un nuovo organismo centrale con sede a Roma. Cgil, Cisl e Uil oggi hanno fatto il punto a Belluno. || È stato depositato alla vigilia dell’8 marzo lo schema di decreto con cui il governo guidato da Giorgia Meloni, insieme alla ministra per la Famiglia e le Pari opportunità Eugenia Roccella, recepisce la direttiva europea sulla trasparenza salariale. Nel provvedimento è prevista anche una riorganizzazione del sistema delle consigliere di parità: verrebbero soppresse le figure presenti a livello regionale e provinciale, con il trasferimento delle competenze a un nuovo organismo nazionale con sede a Roma. Una prospettiva che preoccupa il mondo sindacale. A Belluno CGIL, CISL e UIL parlano di un rischio concreto di indebolimento di un presidio importante per la tutela nei luoghi di lavoro. Secondo la relazione 2025 della consigliera di parità della provincia di Belluno, nell’ultimo anno sono state 135 le richieste di consulenza ricevute e 15 i casi di mediazione, dodici dei quali conclusi positivamente. Molte segnalazioni riguardano discriminazioni di genere, molestie e difficoltà di conciliazione tra lavoro e famiglia. In diversi casi le lavoratrici chiedono soltanto un primo orientamento, senza avviare procedure formali, spesso per il timore di ritorsioni. Per i sindacati proprio la vicinanza al territorio è uno dei punti di forza di questa figura, soprattutto in una realtà montana come quella bellunese, dove la prossimità dei servizi può fare la differenza nell’accesso ai diritti che non possono arretrare.La richiesta al governo è di rivedere il provvedimento; alle istituzioni l’invito a sostenere questa battaglia di civiltà. – Intervistati ROBERTA BARBIERI (SEGRETERIA CISL BELLUNO TREVISO), DENISE CASANOVA (SEGRETARIA GENERALE CGIL BELLUNO), SONIA BRIDDA (SEGRETERIA REGIONALE UIL) (Servizio di Tiziana Bolognani)


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