16/03/2026 VENEZIA – Clima sempre più teso sulla partecipazione della Russia alla Biennale.Il presidente Buttafuoco ha ricevuto il sostegno di Salvini, ma il ministro Giuli farà passare al setaccio i verbali del Cda della fondazione e la corrispondenza con Mosca. || «Fa bene Pietrangelo Buttafuoco a difendere l’autonomia della Biennale.La censura non mi piace mai, il bavaglio non mi piace mai”. Quello di Matteo Salvini è un “sì” deciso alla partecipazione della Russia alla prossima esposizione internazionale d’arte contemporeanea di Venezia.«Ho sentito il presidente Buttafuoco, non Giuli – ha aggiunto Salvini – la Biennale è un ente autonomo». Se quindi la scelta di Buttafuoco ha fatto perdere al presidente della Biennale l’appoggio del Ministro della Cultura gli ha fatto guadagnare quello del Ministro dei Trasporti, in una spaccatura interna al centro destra – soprattutto tra Lega e Fratelli d’Italia – mai così profonda in questa legislatura.In quello che è diventato un caso mondiale, in cui la Comissione Europea sta addirittura valutando il blocco dei due milioni di euro di finanziamento alla Biennale che arrivano da Bruxelles, adesso comunque parleranno le carte. Alessandro Giuli ha chiesto alla Fondazione di rispondere con la massima urgenza alle richieste del ministero che intende passare al vaglio i verbali del cda e la corrispondenza con Mosca per controllare se le modalità di allestimento e la gestione del Padiglione abbiano violato le restrizioni internazionali dovute all’invasione dell’Ucraina. Da quanto appreso, le curatrici del padiglione russo sono la figlia del ministro degli esteri e la figlia di un generale con un lungo trascorso nel KGB. Lo sponsor un oligarca del gas sotto sanzioni occidentali. Curiosamente le prime aniticipazioni sul padiglione sono state date dal presidente della Federazione Russa per la Cooperazione Culturale Internazionale che appena lo scorso luglio aveva definito la censura uno strumento necessario a preservare un ambiente sano nella comunità creativa. – Intervistati LUCA CIRIANI (MINISTRO PER I RAPPORTI CON IL PARLAMENTO) (Servizio di Filippo Fois)
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