11/03/2026 VENEZIA – I rettori delle Università di Ca’ Foscari e dello IUAV sono favorevoli alla partecipazione della Russia alla Biennale. Secondo Tiziana Lippiello e Benno Albrecht tra i compiti della cultura e dell’arte ci sono l’apertura e la promozione del dialogo. || Un conto è la politica, un conto sono l’arte e la cultura. E ancora: un paese libero non deve avere paura o farsi problemi ad ospitare un’installazione artistica di un paese che non lo è. Sono le opinioni che in queste ore si stanno facendo largo a Venezia di fronte alle polemiche sulla partecipazione della Federazione Russa alla prossima Biennale d’Arte Contemporanea. Se a livello nazionale e internazionale, la grande maggioranza delle nazioni europee e lo stesso Governo Italiano per bocca del Ministro alla Cultura Giuli ne stigmatizzano la presenza, a livello locale esponenti del mondo culturale veneziano come i rettori delle due università cittadine sono di diverso avviso. La Russia non paretecipa ufficialmente alla Biennale dal 2019. Il padiglione è chiuso al pubblico dal 2022, anno dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, anche se la rinuncia era arrivata dagli stessi artisti. All’epoca la posizione della Fondazione verso la Russia era il “rifiuto di ogni forma di collaborazione con chi avesse attuato o sostenesse un atto di aggressione di inaudita gravità” e all’Arsenale l’aiuto concreto all’allestimeno dell’installazione di un’opera di artisti ucraini di condanna alla guerra.Oggi la posizione della Biennale è che “sono i Paesi a chiedere autonomamente di partecipare, con semplice comunicazione qualora siano proprietari di un Padiglione ai Giardini”. E la Russia ne ha uno dal 1914. “La Biennale prende atto della comunicazione e non impedisce a nessun Paese di partecipare a tali mostre” – Intervistati TIZIANA LIPPIELLO (RETTRICE UNIVERSITA’ CA’ FOSCARI VENEZIA), BENNO ALBRECHT (RETTORE UNIVERSITA’ IUAV VENEZIA), PAVLO MAKOV (CURATORE PADIGLIONE UCRAINA BIENNALE 2022), LUIGI BRUGNARO (SINDACO DI VENEZIA) (Servizio di Filippo Fois)
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