05/03/2026 VENEZIA – Sempre più infuocato il clima alla Fenice dopo la rinuncia dell’incarico di consulente esterno da parte di Domenico Muti che ha parlato un “clima che non consente di operare con serenità”.Duro il sindaco Luigi Brugnaro secondo cui è inaccettabile che sulla Fondazione decidano i sindacati. || Il conflitto alla Fenice non solo non appare vicino ad una soluzione ma si arricchisce di altri fronti. L’ultimo è la consulenza triennale da 30.000 euro annui per Domenico Muti con il ruolo di “procacciatore d’affari”.Scelta contestata dai sindacati visto che avveniva mentre il welfare ai dipednenti del teatro veniva congelato come apparente ritorsione – dicono i sindacati – alla protesta contro Beatrice Venezi.Domenico Muti ha rinunciato all’incarico di consulente della Fondazione Teatro La Fenice, parlando di un “clima” che non consentirebbe di operare con serenità.Secondo Cgil, Cisl e Uil e Fials il problema non è il clima difficile – di cui parla Muti – o presunte pregiudiziali politiche – nel caso della Venezi – ma il modo in cui il Sovrintendente Nicola Colabianchi gestisce incarichi e nomine, “senza mai riuscire a costruire condivisione, trasparenza e autorevolezza”. Nel dibattito è entrata anche un’altra consulenza da 39mila euro con l’agenzia milanese di comunicazione Barabino e Partners. – Intervistati LUIGI BRUGNARO (SINDACO DI VENEZIA) (Servizio di Filippo Fois)
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