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MARGHERA | «SE IL CRACKING CHIUDE, PERSI PIU’ DI 5MILA POSTI DI LAVORO»

22/03/2021 MARGHERA – Preoccupazione a Porto Marghera per le ricadute occupazionali della chiusura dello sbabilimento del cracking di Eni dal 2022. «Più di 5mila famiglie resterebbero senza lavoro», dicono i sindacati || Sindacato e Rsu del Petrolchimico insieme ai lavoratori della Manutenzione non ci stanno e si dicono contrari allo stop al cracking della Versalis di Eni dal 2022. «L’effetto domino sulle produzioni dei petrolchimici di Mantova, Ferrara e di ricaduta pure a Ravenna, vedrebbero un diffuso e pesantissimo aggravio delle incertezze occupazionali», dice Giuseppe Callegaro, segretario della Femca Cisl di Venezia. «Si parla di più di 5mila famiglie a rischio tra lavoratori diretti e indiretti. La produzione del cracking mantiene in vita anche tutto il complessivo sistema integrato di Porto Marghera, senza il quale si corre il rischio di compromettere anche i posti di lavoro del presente Consorzio con la caserma dei 45 vigili del fuoco». Dal canto suo Eni avrebbe rassicurato sulla tenuta dell’occupazione, anche in forza della manodopera che intende spostare in Eni Rewind, per il risanamento ambientale di siti petrolchimici, e nello Steam Reforming per l’idrogeno. «Ma sono promesse già disattese dal 2014», puntualizza Giandomenico Canton delegato Rsu Femca Cisl – Intervistati GIUSEPPE CALLEGARO (SEGRETARIO FEMCA CISL VENEZIA), GIANDOMENICO CANTON (DELEGATO RSU FEMCA CISL) (Servizio di Annamaria Parisi)


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