23/02/2026 CORTINA D’AMPEZZO – Vetrina impareggiabile e inimmaginabile per la montagna bellunese. Questo sono stati i giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026 chiusi ieri all’arena di Verona con una cerimonia di rara bellezza. || Domenica sera. Vista sull’arena di Verona dall’alto, uno scrigno di storia passata pronto ad accogliere il fil rouge che si dipana sin dai primi minuti che lo trasforma in stadio olimpico, il più antico del mondo ad ospitare l’Olimpiade moderna.Miglior sipario su Milano Cortina 2026 non poteva essere immaginato. 15 giorni dopo la doppia accensione dei bracieri, a Milano e a Cortina, si tirano le somme dell’evento a cinque cerchi, per i colori azzurri da record: 30 medaglie, con la provincia di Belluno a svettare in cima alla classifica nel rapporto fra medaglie e numero di abitanti.Successo oltre ogni più rosea aspettativa a Cortina, presa d’assalto soprattutto dagli stranieri, tifosi degli atleti che hanno infiammato i siti delle gare: pista da bob, slittino e skeleton, stadio olimpico del ghiaccio, pista Olympia delle Tofane. I disagi, inevitabili, ci sono stati.Al punto che sui trasporti già si pensa ad un accordo con Dolomiti Bus per trasformare l’hub di Longarone Fiere per l’organizzazione di navette da utilizzare nei week end per agevolare gli spostamenti degli amanti della montagna. Ma l’Olimpiade non è ancora finita. Tra pochi giorni la provincia di Belluno sarà di nuovo protagonista delle Paralimpiadi invernali. – Intervistati ROBERTO PADRIN (PRESIDENTE PROVINCIA DI BELLUNO) (Servizio di Tiziana Bolognani)
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