13/02/2026 MESTRE – Inchiesta Palude. Depositate questa mattina dalla Procura le dichiarazioni del consigliere di opposizione Marco Gasparinetti in cui si parla di una lettera anonima che avrebbe rivelato lo scambio tra l’area dei Pili e Palazzo Papadopoli. Le difese parlano di mossa politica || Nuovi elementi sono emersi nel corso dell’udienza preliminare dell’inchiesta Palude, iniziata alle 10 nell’aula bunker di Mestre. Nella giornata delle eccezioni, il pubblico ministero ha reso noto parte del contenuto delle deposizioni, avvenute nei giorni scorsi, del consigliere comunale di opposizione Marco Gasparinetti. Sentito dalla procura come persona “informato dei fatti”, il consigliere di “Terra e Acqua”, avrebbe rivelato, tra altre questioni, l’esistenza di una lettera anonima giunta nell’ottobre 2017 al movimento 25 aprile, di cui lui è fondatore, in cui si segnalava di uno scambio in corso tra la zona dei Pili e la vendita di Palazzo Papadopoli. Scambio che sarebbe, però, stato confermato anche da un allora funzionaria comunale. Poco convinto i legali delle difese di Brugnaro, Ceron e del referente italiano di mister Ching, Lotti. Per le difese non è escluso si possa trattare anche di una strumentalizzazione in vista delle imminenti elezioni comunali a Venezia. – Intervistati AVV. ALESSANDRO RAMPINELLI (LEGALE LUIGI BRUGNARO), AVV. ALBERTO BERARDI (LEGALE MORRIS CERON), AVV. SIMONE ZANCANI (LEGALE LUIS LOTTI), MARCO GASPARINETTI, CONSIGLIERE COMUNALE “TERRA E ACQUA” (Al telefono) (Servizio di Ilaria Marchiori)
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