11/02/2026 VENEZIA – Record di alzate del mose da inizio anno a oggi: circa una ventina. La causa il cambiamento climatico che ha provocato un più frequente innalzamento delle maree. L’allarme degli esperti: entro il 2100 non basterà a salvare la città dall’acqua alta. || Dall’inizio dell’anno il Mose, è stato attivato diciotto volte. Un dato definito «del tutto inusuale» dal responsabile del Centro Maree del Comune, Alvise Papa, soprattutto perché tutte le attivazioni si sono concentrate tra il 28 gennaio e queste ore. Nelle ultime settimane i livelli di marea sono stati più alti rispetto alla media stagionale. Secondo gli esperti, oggi basta molto meno rispetto a venti o venticinque anni fa per allagare la città: il livello medio del mare è aumentato e anche precipitazioni modeste possono contribuire a far salire l’acqua. Il protocollo prevede l’attivazione del Mose per evitare che la marea raggiunga i 110 centimetri. Tuttavia già tra i 75 e gli 80 centimetri finiscono sott’acqua alcune delle zone più basse, come l’Erbaria vicino a Rialto e piazza San Marco. Tra il 28 gennaio e il 6 febbraio la marea è rimasta sopra i 100 centimetri per 41 ore, contro le poco più di quattro dello stesso periodo dello scorso anno. Il Mose, composto da 78 paratoie mobili alle bocche di porto di Lido, Malamocco e Chioggia, si solleva quando il livello supera la soglia prevista. Ogni attivazione costa circa 200mila euro, mentre l’intera opera è costata oltre 6 miliardi e 700 milioni. Secondo alcuni studi, entro il 2100 potrebbe non essere più sufficiente a proteggere la città. (Servizio di Edy Caliman)
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