10/02/2026 REVINE LAGO – Tragedia a Revine Lago. Udienza nel processo per la morte della piccola Mariia Markovetska, la bimba di 7 anni annegata mentre era con il Grest dell’istituto San Giuseppe di Vittorio Veneto. A parlare una delle animatrici || Si è seduta e poi ha parlato per oltre un’ora raccontando la sua verità. E’ una delle animatrici prima indagata e poi prosciolta per la morte della piccola Mariia sette anni, annegata nel lago di Revine il 28 luglio 2023. I bambini non dovevano essere in acqua ma dovevano fare dei giochi a riva: è questa la prima importante rivelazione. «Noi animatori, ha detto, non avevamo ricevuto nessuna formazione specifica, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza dei bambini in acqua». Poi racconta che le attività erano state pianificate dalla coordinatrice la quale nel pomeriggio, momento in cui si sarebbe deciso di far fare il bagno ai bambini, si era allontanata da Revine per una motivazione personale. Da quel momento nulla sembra essere certo, a parte il fatto che qualcuno deve aver dato l’ok perché i piccoli entrassero nel lago». La stessa animatrice ha raccontato di aver seguito il proprio gruppo fino a quando i bambini sono risaliti a riva. Poco dopo, la notizia che Mariia era scomparsa e poi la drammatica realtà: Mariia, era stata in acqua priva di vita da un turista. L’accusa per quattro persone è omicidio colposo, ritenute dalla Procura di Treviso responsabili a vario titolo dell’accaduto. Un’udienza che potrebbe portare ad una svolta, al lago quel tragico giorno c’era solo una responsabile. Due delle imputate sono accusate anche di omessa vigilanza: dopo aver consentito la balneazione, nonostante le criticità della situazione, non avrebbero controllato adeguatamente il gruppo né si sarebbero accorte tempestivamente dell’assenza di Mariia, una bimba che non sapeva neppure nuotare (Servizio di Daniela Sitzia)
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