05/02/2026 BELLUNO – Un’indagine lampo della questura di Belluno ha permesso di cogliere in flagranza di reato due uomini napoletani, mentre con lo stratagemma del “finto carabiniere” tentavano di sottrarre a una signora 81enne oro e gioielli. I malviventi, pronti a tornare in Campania con la refurtiva, hanno architettato uno stratagemma molto intricato. || Belluno città, le 10 e 30 del mattino dello scorso 2 febbraio. Un uomo, in falsa guisa di maresciallo dei carabinieri telefona a una signora 81enne, esigendo che il marito dell’anziana si presenti con urgenza al comando dei Carabinieri di Sedico, per la verifica di una presunta clonazione della targa della sua auto, utilizzata per perpetrare furti di gioielli da parte di fantomatici ladri albanesi, con i quali l’uomo potrebbe aver collaborato in cambio di una parte della refurtiva. L’uomo esce rapidamente di casa accompagnato dalla figlia, e alla porta dell’abitazione si presenta un finto finanziere in borghese,checon la scusa di dover verificare la compatibilità tra i gioielli presenti in casa, e il fantomatico bottino dei ladri, si fa consegnare dalla signora preziosi per un valore di 30 mila euro. Frattanto, marito e figlia scoprono rapidamente che non esiste alcuna indagine a loro carico e che il nominativo del maresciallo è inesistente, da cui scatta immediato l’allarme alle forze di polizia. Caso vuole che mentre alla signora veniva comunicato dai malviventi che un secondo agente l’avrebbe raggiunta per il prelievo di denaro contante, due poliziotti della squadra volante si trovassero in abiti borghesi proprio in una via limitrofa all’abitazione.Gli agenti però attendono invano che i truffatori suonino alla porta. I criminali, con ogni probabilità appostati nei pressi dell’abitazione, avendo visto arrivare il genero della donna, allertato dalla figlia, prudentemente non si presentano la seconda volta. E’ a quel punto che uno dei due agenti ha un’intuizione.Sarà quest’uomo, di origini napoletane, trovato a bordo dell’auto ma sprovvisto della refurtiva, a guidare gli agenti al bed and breakfast dove si trova il complice, al quale saranno trovati addosso i 325 grammi di oro della refurtiva. Immediato l’arresto dei due malviventi trasfertisti, di cui uno incensurato e uno con numerosissimi precedenti per reati contro il patrimonio. L’accusa è quella di truffa – Intervistati SOFIA PIERINI (DIRIGENTE SQUADRA VOLANTE QUESTURA DI BELLUNO), CRISTINA RIZZO (DIRIGENTE SQUADRA MOBILE QUESTURA DI BELLUNO), ROBERTO DELLA ROCCA (QUESTORE DI BELLUNO) (Servizio di Stefano Bozzi)
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