30/01/2026 PADOVA – Ancora una morte al carcere Due Palazzi di Padova. Si tratta di un detenuto italiano di 35 anni. La seconda morte in meno di tre giorni. Nuova manifestazione davanti ai cancelli in difesa dei percorsi di riabilitazione messi a rischio dalle decisioni del dipartimento. || Due rose rosse sui cancelli del Due Palazzi. Una è per Giuseppe, il detenuto dell’ala di alta sicurezza che si è tolto la vita mercoledì. L’altra è per un uomo di 35 anni, italiano di etnia sinti. Era un papà e faceva fatica a vedere suo figlio. La sua morte è stata scoperta poche ore fa. Era rinchiuso nell’ala dei detenuti comuni, non ha retto e si è impiccato nel bagno della sua cella. Una scia che non si interrompe al Due Palazzi, fino a pochi mesi fa modello per i percorsi di reinserimento, che a fronte di una capienza massima di 432 posti accoglie 670 persone. Mercoledì erano sotto la pioggia battente, in queste ore drammatiche davanti al carcere sono tornate le associazioni. Sovraffollamento ma anche scarsità di agenti. A Padova sono 310 quando ne servirebbero 445, operatori a contatto diretto con i detenuti che spesso le vite riescono a salvarle. Nel frattempo si sta completando lo svuotamento dell’ala di alta sicurezza dove dei 22 presenti fino a lunedì restano solo due persone. Ripetuti i colloqui con la direttrice che ha incontrato anche il garante nazionale per i detenuti. Nel frattempo non mollano volontari e associazioni che hanno scritto ai responsabili dell’amministrazione penitenziaria. – Intervistati ROSSELLA FAVERO (Coordinamento Carcere Due Palazzi), LEONARDO ANGIULLI (Segretario Unione Sindacati Polizia Penitenziaria Triveneto) (Servizio di Chiara Gaiani)
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