27/01/2026 TREVISO – Nel silenzio carico di significato del Giorno della Memoria prende forma il racconto di una delle pagine più buie della storia, ma anche di una responsabilità che guarda al presente. || Provincia di Treviso, Prefettura, Ufficio scolastico provinciale e Comune hanno scelto di affidare la Giornata della Memoria alle nuove generazioni. Nell’auditorium di Sant’Artemio, gli alunni degli Istituti Comprensivi Serena e Coletti hanno presentato i progetti didattici dedicati alla Shoah: elaborati, performance, parole studiate e sentite, capaci di arrivare dritte al cuore.Sul palco, la rappresentazione teatrale “Luce nel buio: storie di Giusti nella Shoah” diventa un viaggio tra coraggio e umanità, mentre le voci dei ragazzi leggono poesie e testimonianze degli internati e dei giusti,pronunciano nomi, restituiscono identità a chi è stato ridotto a un numero. È un momento intenso, che commuove la platea e ferma il tempo.Accanto a loro, le istituzioni. Il Prefetto di Treviso, Angelo Sidoti, richiama al valore profondo della memoria: non un esercizio formale, quello di questi ragazzi, ma uno strumento per comprendere come l’orrore dei lager non sia stato opera di pochi, bensì il frutto di un consenso diffuso, di un’obbedienza cieca che ha annientato l’umanità. Nel foyer della Provincia, il percorso espositivo dell’Istituto Serena: disegni, installazioni, simboli. Ogni opera è una domanda aperta, un invito a non voltarsi dall’altra parte.All’esterno, nel Parco del Sant’Artemio, il raccoglimento davanti alle Pietre d’Inciampo: quattro nomi, quattro storie, quattro ferite incise nella memoria collettiva, che i ragazzi della Serena hanno lucidato, in un gesto semplice ma potentissimo.In via Medaglie d’Oro, è proseguita la cerimonia, con la deposizione di una corona di fiori. Qui gli studenti dell’Istituto Fabio Besta di Treviso, hanno deciso in accordo con il Comune di adottare il “Monumento delle Vittime dei Lager”, con l’impegno di prendersene cura e di continuare nel lavoro di sensibilizzazione e memoria. Un gesto che si ripete anche alla Caserma Cadorin, luogo che fu campo di prigionia, simile ai lager nazisti. Segni visibili di una storia che ha a – Intervistati ANGELO SIDOTI (Prefetto di Treviso) (Servizio di Nicola Marcato)


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