27/01/2026 VENEZIA – Durante le commorazioni del Giorno della Memoria, dal Ghetto di Venezia è stato lanciato un nuovo allarme sulla preoccupante crescita di manifestazioni antisemite anche in città. || Dal 2023 la commemorazione del Giorno della Memoria non è più solo il ricordo di uno dei massacri più atroci nella storia dell’umanità. C’è tensione al Ghetto di Venezia: l’esplosione della crisi di Gaza, la guerra e i lutti che hanno segnato drammaticamente gli ultimi tre anni, hanno prodotto – raccontano qui –un rigurgito di anti-semitismo col quale deve fare i conti anche la comunità ebraica veneziana.A Venezia il Campo del Ghetto Novo è gremito. Assieme al presidente della Regione Alberto Stefani c’è una folta rappresentanza di consiglieri con il presidente dell’assemblea Luca Zaia. Ci sono anche tante scolaresche. E proprio pochi giorni fa il senatore mestrino Raffaele Speranzon di FdI ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara contro le attività di approfondimento del conflitto israelo-palestinese al Liceo Marco Polo di Venezia: definendola costruita su “una narrazione politica unilaterale (a favore della Palestina), senza pluralismo, senza contraddittorio e senza equilibrio”.Non è la prima volta che a Venezia una questione sulla crisi di Gaza diventa nazionale. Il 27 Ottobre scadendolo slogan “fuori i sionisti dalle Università”, una cinquantina di manifestanti Pro-Pal aveva interrotto un dibattito sulle prospettive di pace in Medio Oriente all’auditorium di San Giobbe, impedendo a Emanuele Fiano – già deputato PD e presidente dell’associazione “Sinistra per Israele Due Popoli Due Stati” – di prendere la parola. L’incontro si era poi svolto una settimana dopo nella sede centraledi Ca’ Foscari assieme alla ministra dell’Università, Anna Maria Bernini. – Intervistati DARIO CALIMANI (PRESIDENTE COMUNITA’ EBRAICA VENEZIANA), ALBERTO STEFANI (PRESIDENTE REGIONE VENETO), LUCA ZAIA (PRESIDENTE CONSIGLIO REGIONALE VENETO) (Servizio di Filippo Fois)
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