12/01/2026 CORTINA D’AMPEZZO – La morte del vigilante nel cantiere dello stadio olimpico di Cortina. Bisognerà attendere almeno fino a mercoledì prossimo per conoscere la data dell’autopsia disposta dalla Procura || Si allungano i tempi dell’inchiesta sulla morte del vigilante di 55 anni allo stadio olimpico del ghiaccio a Cortina d’Ampezzo mentre svolgeva attività di sorveglianza al cantiere. Secondo il legale incaricato dalla famiglia, l’avvocato Francesco Dragone di Lecce, bisognerà attendere almeno fino a mercoledì prossimo per conoscere la data dell’accertamento medico legale disposto dalla Procura di Belluno per il quale sarà incaricato l’anatomopatologo padovano Andrea Porzionato. Dagli accertamenti sono attese risposte sulle cause della morte di Zantonini, presumibilmente riconducibili a un malore mentre si trovava all’interno di uno dei gabbiotti installati dalla società di vigilanza a cui Fondazione Milano Cortina ha appaltato il servizio di sicurezza del cantiere dello stadio olimpico del ghiaccio.Poco dopo l’una di notte, il 55 enne ha chiesto aiuto ai colleghi che lavoravano poco distante dalla sua postazione e che sono stati i primi loro ad eseguire le manovre di soccorso in attesa dell’ambulanza del Putti arrivata in 12 minuti dalla chiamata. Purtroppo inutili le manovre di cardiorianimazione polmonare e di defibrillazione eseguite dai sanitari che hanno lasciato il cadavere a terra in attesa del nulla osta per la rimozione della salma. Giovedì mattina in cantiere sono arrivati i tecnici dello Spisal per tutte le verifiche del caso mentre l’Ulss Dolomiti ha disposto un’indagine per verificare che le procedure attivate da GVM, la società che gestisce l’ospedale Putti, siano state corrette. Pietro Zantonini aveva preso servizio alle 19 del 7 gennaio per un turno fino alle 7 del mattino successivo. 12 ore filate tra l’esterno gelido e il suo gabbiotto riscaldato. Condizioni di lavoro logoranti: il vigilante se ne era lamentato con la moglie che oggi chiede verità. (Servizio di Tiziana Bolognani)
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