09/01/2026 VENEZIA – Oltre 400 giorni di detenzione in carcere in Venezuela per Alberto Trentini. In questo tempo manifestazioni e presidi per la sua liberazione. Le richieste al Governo e le parole della madre Armanda. || Detenuto da oltre 400 giorni nel carcere di El Rodeo, vicino alla capitale del Venezuela Caracas, i motivi dell’arresto di Alberto Trentini non sono mai stati realmente chiariti. Il cooperante umanitario 46enne del Lido di Venezia era arrivato a ottobre 2024 nel paese sudamericano per portare aiuto alla popolazione. Il 15 novembre, mentre da Caracas si spostava nel sudovest del Venezuela, viene fermato a un posto di blocco insieme all’autista che lo stava accompagnando. I funzionari del Servizio amministrativo per l’identificazione, la migrazione e gli stranieri non spiegano le ragioni del gesto, lo prelevano e da allora è detenuto nel penitenziario nello Stato di Miranda, a circa 30 chilometri della capitale. Imprigionato, molto probabilmente, solo come ostaggio politico. Il caso scoppia a gennaio 2025, la famiglia e la politica chiedono un’interrogazione parlamentare al governo per chiarire la situazione. Nel frattempo del cooperante di perdono le tracce, i contatti sono difficili, la madre, Armanda Colusso, chiede alla stampa di non smettere di parlare di suo figlio, fare pressione mediatica affinchè venga liberato. Iniziano i presidi, a metà gennaio la prima fiaccolata, poi il digiuno a staffetta. Dopo mesi di silenzio, Trentini ha potuto telefonare alla famiglia per la prima volta dopo più di 100 giorni di detenzione. Tre in tutto i contatti che il 46enne ha avuto con la famiglia, contatti avvenuti solo dopo pressioni diplomatiche e le visite da parte dell’ambasciatore italiano in carcere. Alberto Trentini ha voluto rassicurare sulle sue condizioni di salute. Impegno costante, da parte dell’avvocata Alessandra Ballerini e quello della madre per riportarlo a casa. Critica la famiglia e le associazioni, che in questo tempo hanno denunciato la lentezza e la mancanza di trasparenza nella gestione del caso. Dal Governo, il Ministro degli esteri Antonio Tajani così come la premier Meloni hanno riferito di essere sempre in contatto con le autorità. (Servizio di Edy Caliman)


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