08/01/2026 LONGARONE – Un raid notturno degno di una gang, non di due adolescenti. Armate di piccone e coltello, due ragazze minorenni hanno devastato la stazione di Longarone e un bar, aggredendo il titolare intervenuto dopo l’allarme. Un’escalation di violenza che scuote il Bellunese. || Un piccone da cantiere usato come un’arma. Colpi violenti, vetrine in frantumi, vetri ovunque. È il raid messo a segno domenica sera alla stazione di Longarone da due ragazze minorenni, bellunesi, incensurate, di buona famiglia. I fatti sono gravi: dopo aver distrutto gli ingressi della stazione, l’assalto è continuato al bar interno. L’obiettivo: rubare tabacchi e alcolici. Ma l’allarme ha fatto precipitare il titolare e a quel punto che la situazione è precipitata. Le accuse sono pesantissime: tentata rapina impropria aggravata in concorso, danneggiamento, lesioni aggravate e per una delle due anche porto abusivo d’arma. Dopo l’arresto, le minorenni, che non erano sono l’effetto di droghe o alcol, sono state trattenute a domicilio fino all’udienza di convalida davanti al giudice della Procura dei Minori di Venezia, che ha confermato la misura e dispondo per entrambe lo stato di libertà. “Non possiamo e non dobbiamo considerarla una bravata” dice il questore di Belluno, Roberto Della Rocca, preoccupato per la dinamica, la durata e la violenza con cui l’episodio è stato commesso. Le famiglie, sorprese e incredule, saranno ora chiamate a rispondere anche sul piano economico: i danni alle strutture sono ingenti e dovranno essere risarciti. – Intervistati SOFIA PIERINI (DIRIGENTE VOLANTI QUESTURA DI BELLUNO), ROBERTO DELLA ROCCA (QUESTORE DI BELLUNO) (Servizio di Tiziana Bolognani)
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